Siamo davvero liberi di scegliere, oppure la nostra scelta è condizionata da un processo complesso?Secondo Martin Heidegger, filosofo tedesco, l'uomo non è solo un ente fra gli altri, ma nella sua stessa esistenza ha un costitutivo rapporto di comprensione per l'essere. L’uomo per il solo fatto di esistere si trova “gettato nel mondo”, ma non come un ente sterile e separato dalla realtà circostante, egli stesso è parte integrante di un processo universale in atto (un processo autodeterminante e causa sui). Il singolo individuo è "esserci come possibilità" ed è il frutto di un processo più ampio e generale. L’uomo non ha scelto come e se venire al mondo, ma è stato “catapultato” senza che l'abbia mai chiesto o desiderato. L'esistenza, o meno, ad esempio dello stesso Martin Heidegger, non è dettata da una scelta personale (non ha scelto di esistere), ma è l’effetto di cause dirette e cause indirette. La causa diretta, in questo caso, non è altro che l’agire dei suoi genitori, generandolo o mettendolo al mondo per la morte; mentre le cause indirette sono dettate dal processo universale che spinge gli stessi genitori a compiere quell’atto (procreazione). Preso atto che l’uomo non sceglie di esistere, d’altra parte, ha la facoltà di scegliere nel corso della propria esistenza? E le sue scelte, o il suo agire, sono incondizionate? In altre parole, tu che stai leggendo, in questo preciso istante, hai scelto in modo incondizionato di leggere, oppure la tua scelta è frutto di un processo più complesso di cause dirette e indirette? Cosa ti ha spinto a leggere, in questo preciso istante, questo scritto e non un altro? Perché hai scelto di leggere ora e non in un altro momento? Eppure, in questo preciso istante potresti non continuare la lettura e scegliere di fare altro; ma cosa ci spinge e determina le scelte del nostro agire? Mi verrebbe da rispondere: l’esistenza, la quale ci impone a la scelta. Dunque, siamo vittime della nostra esistenza e di conseguenza obbligati a scegliere. Ovviamente è un discorso che non si può riassumere in poche battute, ma posso sintetizzare e asserire che l'uomo, essendo un essere che si manifesta come tale, nella sua interezza, “gettato nel mondo”, è fortemente condizionato da innumerevoli e incalcolabili fattori, che personalmente sintetizzo (e catalogo) in tre stati (condizioni generali): DNA, Spazio-Tempo (o setting), Esperienza. - DNA, ossia il nostro essere (geneticamente) che ci caratterizza e ci differenzia. - Spazio-Tempo (o setting), ossia lo spazio fisico della realtà circostante e il periodo storico dell'umanità nel quale siamo “gettati”. In questo caso, bisogna far riferimento agli usi e costumi, le credenze popolari, le strutture sociali, e così continuando. - Esperienze personali e sociali, dalle più insignificanti (come leggere questo scritto) a quelle toccanti che possono modellare o modificare radicalmente la nostra personalità, il nostro modo di pensare e le scelte future. Questi tre stati influenzano indiscutibilmente il nostro modo di essere e di agire nel mondo. Pertanto, tornando al discorso sulla libertà di scelta, il nostro agire può essere considerato totalmente incondizionato, oppure è il frutto di un processo complesso? In base al discorso affrontato poc’anzi posso asserire che la scelta del lettore (in questo preciso istante), come la mia scelta di pensare, di leggere o di scrivere, è stata dettata da un processo articolato di cause dirette e indirette. Queste cause ci hanno trascinato a compiere una determinata scelta e non un’altra, pur essendo dinanzi ad un ventaglio di possibilità, illusorie, che ci fanno credere che la scelta stessa sia libera e incondizionata. Di conseguenza, la scelta presa sarà l’effetto delle cause precedenti e, a sua volta, sarà la causa delle successive, come due facce della stessa medaglia (processo incessante, autodeterminante e causa sui). Concludendo, posso asserire che ognuno di noi altro non è che la “risultante dell’Evoluzionismo causale nell’attuale presente”. Ho appena scelto di leggere senza aver scelto cosa mi ha spinto a compiere tale azione. Massimiliano Sanfedino Street 11 (riflessioni)
Da quale parte è l'inizio.
Non è mai facile rispondere alle domande niente è più vero della pigrizia. Mi piace un pubblico fedele a un corpo morente nella penombra. Profondo è il desiderio di un confronto ma non ho mai avuto riscontri. Quando leggo un libro la pena le mani la mente si riempiono di luci, che lentamente ti illuminano i momenti. Con me, anche la poesia si può maritare con la moda non succede spesso, ma il vizio dichiara che è possibile, forse è questa la sintesi più cruda di questo mondo nudo è il talento di un corpo contraddittorio. Il mio, un pezzo di carta, scritto di pugno un omaggio, una serenata, un primo desiderio e se ne fossi capace, un vento triste e felice che sa rendere il mattino la prima volta di sempre e la notte, l'impassibile buio che ti difende dalla tristezza. Libera è la mia bocca e la voce carne povera, di un corpo di luce e di buio. Io la strada e uno scherzo io l'andatura e un rinoceronte io il tempo e un coccodrillo io la paura e una formica io la personalità e un leone io il respiro e un'aquila io un sogno e la farfalla. Perché realtà, non sei la mia stanza e unica lei, ancora sa commuovermi. Un miracolo quei passi lenti tra le foglie cadute dagli alberi. Ogni calcio ricevuto un destino di strade condivise. Incredibili i miei occhi, quando ormai vecchi riescono a ospitare ogni ricordo del mio tempo. E salvare, chi li ha abitati. Pieraldo Carlo Forte Jean-Paul Sartre, il maestro di cosa vuol dire essere liberi, il 15 aprile del 1980 naufragava nel suo silenzio: il mondo aveva perso il più grande pensatore dell’Umanismo. Con il suo silenzio, Sartre ha raggiunto il suo obiettivo: si è conquistato finalmente l’eternità. Oggi è vivo, non è solo un ricordo, è sopravvissuto grazie alle sue lezioni di vita ... CONTINUA A LEGGERE
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Gennaio 2021
Massimiliano Sanfedino
- Docente di Tecniche di comunicazione - Specializzato sul sostegno - Blogger - Filosofo e Autore per passione - Webdesigner - Webmaster - Fotoreporter - Redattore web © Diritti d'autore di Massimiliano Sanfedino
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